Ministri e Ministeri

Accoliti

Trotta Luca, Barbi  Luca, Mhillaj Jak.

 

Ministri Straordinari dell’Eucaristia

Remo Veronesi, Giorgio Colombini, Cristina Galli, Carlotta Aprile, Elena Rinaldi, Beppe Latino, Paolo Galli, Pietro Anzalone.

 

 I MINISTERI ISTITUITI e di fatto nella CHIESA

         “Fin dai tempi più antichi furono istituiti dalla Chiesa alcuni ministeri al fine di prestare debitamente a Dio il culto sacro e di offrire, secondo le necessità, un servizio al popolo di Dio. Con essi erano affidati ai fedeli, perché li esercitassero, degli uffici di carattere liturgico e caritativo a seconda delle varie circostanze. Il conferimento di tali uffici spesso avveniva mediante un particolare rito, col quale il fedele, ottenuta la benedizione di Dio, era costituito in una speciale classe o grado per adempiere una determinata funzione ecclesiastica”. (Comincia così la lettera apostolica Ministeria Quaedam di Papa Paolo VI. del 1972 )

         L’immagine di Chiesa restituitaci dal Concilio è profondamente segnata dalla ministerialità, cioè dall’articolazione in ministeri, non condensati in pochi membri, ma distribuiti con varietà e larghezza all’interno delle comunità. I fedeli sono invitati a partecipare attivamente alla vita e alla missione della Chiesa nella ricchezza e diversità dei doni dello Spirito. Accanto al sacerdozio ministeriale o gerarchico viene riscoperto e valorizzato il sacerdozio comune dei fedeli, secondo il celebre passo della prima lettera di Pietro (1Pt 2,9): “Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce”. Tale è lo stato dei battezzati, rinati dall’acqua e dallo Spirito: divenuti nella Chiesa membra del Suo Corpo, essi partecipano dell’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo.

         La Chiesa è, quindi, ben consapevole che lo Spirito distribuisce con abbondanza i Suoi carismi nel popolo di Dio:

Tutti i ministeri hanno “il compito di aiutare la comunità cristiana a vivere la comunione divina nella verità delle situazioni temporali, ambientali, personali e comunitarie. È il Signore che suscita i ministeri nelle comunità” (dal Direttorio per la promozione e la formazione dei Diaconi permanenti e dei ministri istituiti).

         Fra i tanti possibili ministeri la Chiesa assegna un ruolo particolare a quelli che riguardano la liturgia.

 Per la grande attenzione alla liturgia, per il desiderio di favorire la piena, consapevole e attiva partecipazione dei fedeli alle celebrazioni e, soprattutto, perché vi sia chi testimonia in modo visibile e stabile, l’amore per la Parola di Dio, per l’Eucaristia e la carità che ne nasce, la Chiesa riconosce ed istituisce i ministeri del lettorato e dell’accolitato “ministeri istituiti”, per distinguerli dai “ministeri ordinati” (diaconato, presbiterato, episcopato) che vengono conferiti tramite il sacramento dell’ordine.

I ministeri istituiti: godono di una certa stabilità in ragione del loro rapporto più diretto con i bisogni e le attività istituzionali della chiesa. Vengono conferiti attraverso un atto liturgico.

Essi svolgono un servizio non sporadico e occasionale, ma stabile e lo esercitano sulla base di un mandato del Vescovo, conferito con un’apposita benedizione all’interno di una celebrazione liturgica (istituzione).

         Ufficio del lettore è la proclamazione della Sacra Scrittura (escluso il Vangelo durante la S. Messa) nell’assemblea liturgica. Egli deve curare la preparazione dei fedeli alla comprensione della Parola di Dio ed educare nella fede i ragazzi e gli adulti. Ha, perciò, un ministero di annunciatore, di evangelizzatore; suo principale impegno è quello di accogliere, conoscere, meditare, testimoniare la Parola di Dio.

         Compito dell’accolito è aiutare il presbitero e il diacono nelle azioni liturgiche. Come ministro straordinario, egli può esporre e distribuire l’Eucaristia portandola, ove necessario, anche ai malati. Deve, dunque, conoscere e penetrare lo spirito della liturgia e le norme che la regolano ed educare ad essa quanti nella comunità prestano il loro servizio all’altare. Il contatto che il suo ministero lo porta ad avere con i deboli e gli infermi lo stimola a farsi strumento dell’amore di Cristo e della Chiesa nei loro confronti.

        Il lettore e l’accolito sono, nella comunità, segni dell’amore con cui la Chiesa custodisce ed elargisce i tesori che il Signore le ha affidato: la Parola e l’Eucaristia.

Il ministro straordinario della comunione è un incarico straordinario, non permanente, in relazione a particolari e vere necessità di situazione, di tempi e di persone per distribuire la comunione in chiesa e ai fratelli che sono impossibilitati a parteciparvi di persona. E’ il vescovo che conferisce il mandato al Ministro Straordinario dell’Eucaristia e può essere esercitato esclusivamente nell’ambito per il quale viene concessa l’autorizzazione (solo nella parrocchia di appartenenza e in cui esercita il servizio).

Il Ministro straordinario è istituito anzitutto per portare la comunione agli infermi e agli anziani, su loro richiesta, specialmente nelle Domeniche e nelle feste, dopo aver partecipato alla Messa comunitaria, e dando vita a una forma concreta di ministero della consolazione!

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